Quante tasse paghi in Italia su una vincita al Powerball o al Mega Millions?

ChamTax è un calcolatore gratuito che mostra l'importo reale che ti resta dopo le tasse su un jackpot del Powerball o del Mega Millions. Ecco come viene tassata una vincita alla lotteria americana se sei residente fiscale in Italia — la ritenuta USA del 30%, che viene praticamente sempre applicata, più sopra un'imposta residua italiana di circa 17 punti percentuali, perché l'aliquota italiana (circa 47%) è più alta di quella USA.

Ultimo aggiornamento: 2026-08-24

Esempio con una vincita da 1.000.000 di dollari, residente in Italia

Ritenuta federale USA (30%, non residente)-$300.000
Imposta residua italiana (47,23% reddito diverso, dopo il credito d'imposta estero)-$172.300
Importo netto stimatocirca $527.700

Con un tasso di riferimento USD→EUR di circa 0,92, questi $527.700 netti corrispondono a circa 485.000 euro — il calcolatore sopra converte il tuo importo con il tasso di cambio aggiornato.

L'Italia tassa le vincite alla lotteria americana?

Sì — a differenza della Germania, dove la vincita non rientra affatto nella base imponibile. L'articolo 67, comma 1, lettera d) del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR, D.P.R. 917/1986) classifica "le vincite delle lotterie, dei concorsi a premio, dei giochi e delle scommesse organizzati per il pubblico" come reddito diverso, e l'articolo 69, comma 1, stabilisce che costituiscono reddito per l'intero ammontare percepito nel periodo d'imposta, senza alcuna deduzione. L'unica esenzione (comma 1-bis, introdotto dalla Legge 7 luglio 2016, n. 122 — la "legge europea 2015-2016" — per adeguare l'ordinamento alla sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea del 22 ottobre 2014, cause riunite C-344/13 e C-367/13, che aveva dichiarato discriminatoria la tassazione delle sole vincite estere UE) riguarda le vincite pagate da case da gioco autorizzate in Italia, in un altro Stato membro dell'UE o in uno Stato aderente all'Accordo sullo Spazio Economico Europeo (SEE).

Il Powerball e il Mega Millions americani sono gestiti da enti pubblici statali statunitensi, non autorizzati in Italia né organizzati in uno Stato UE/SEE — la vincita resta quindi fuori dall'esenzione ed è pienamente tassabile come reddito diverso. Le vincite della lotteria nazionale italiana (come il SuperEnalotto) seguono invece un regime completamente separato — l'imposta unica sui concorsi pronostici e sulle scommesse (D.Lgs. 504/1998), applicata all'operatore e non al giocatore — quindi non c'entrano con l'IRPEF di cui parla questa pagina. Per il Powerball americano, l'intero importo si somma al reddito complessivo e viene tassato con le aliquote IRPEF progressive: dal 2026, con la Legge di Bilancio 2026, l'IRPEF si articola su tre scaglioni (23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro) — un jackpot supera ampiamente ogni soglia, quindi ricade quasi interamente nello scaglione più alto. A questo si sommano le addizionali regionale e comunale, che variano da zona a zona (regionale 0,9%-3,33%, comunale 0%-0,8%); questa pagina usa come riferimento le aliquote 2026 della Regione Lazio (3,33% oltre 30.000 euro) e del Comune di Roma (0,90%), per un totale approssimativo di 43%+3,33%+0,90% ≈ 47,23%.

Perché l'imposta residua italiana non va a zero, come in Germania?

Perché il regime fiscale tedesco è strutturalmente diverso: in Germania le vincite da gioco non rientrano in nessuna delle 7 categorie di reddito tassabile previste dalla legge sull'imposta sul reddito (Einkommensteuergesetz), quindi non c'è proprio base imponibile. In Italia, invece, l'articolo 165 del TUIR prevede il credito d'imposta ordinario per i redditi prodotti all'estero — applicabile perché la vincita "concorre alla formazione del reddito complessivo" (come stabilito dall'art. 69, comma 1) — ma solo entro il limite dell'imposta italiana corrispondente a quel reddito. Poiché l'aliquota italiana (circa 47,23% del montepremi lordo) è più alta della ritenuta USA già applicata (30% dello stesso importo), il credito copre solo quei 30 punti percentuali — i restanti circa 17,23 punti percentuali del montepremi lordo restano da versare come imposta residua italiana.

Dal punto di vista del calcolo, l'Italia somiglia più a Messico (mx), India (in), Danimarca (da) o Finlandia (fi) in questo calcolatore — "imposta calcolata meno credito, fino al limite, con un residuo reale" — che alla Germania (0%, nessuna base imponibile) o ai Paesi Bassi (imposta reale ma senza credito d'imposta estero). Il residuo italiano (circa 17,23 punti percentuali) è molto vicino a quello finlandese (circa 16,17 punti percentuali) — entrambi i paesi hanno un'aliquota marginale superiore ma non troppo distante dal 30% USA — mentre resta nettamente inferiore a quello danese (circa 27,07 punti percentuali, dove l'aliquota marginale supera il 57%).

Un dettaglio sul testo letterale dell'esenzione: il comma 1-bis dell'articolo 69 TUIR parla letteralmente di vincite pagate da "case da gioco" (un termine più vicino ai casinò che alle lotterie), mentre diversi articoli divulgativi online riassumono la norma in modo più ampio come "le vincite dei giochi UE/SEE sono esenti". Questa imprecisione terminologica non cambia però la conclusione per il Powerball: sia leggendo l'esenzione in senso stretto (solo casinò) sia in senso esteso (giochi in generale), il Powerball non è comunque né italiano né autorizzato in uno Stato UE/SEE, quindi resta fuori dall'esenzione in entrambi i casi.

Un dettaglio sorprendente: gli Stati Uniti hanno davvero il diritto di tassare?

Qui l'Italia si distingue in modo interessante. La convenzione contro le doppie imposizioni tra Stati Uniti e Italia (firmata a Roma il 17 aprile 1984, modificata dal Protocollo del 1999) contiene — come le convenzioni con Germania, Francia, Giappone, Regno Unito, Danimarca e Finlandia — un articolo 22 autonomo ("Altri redditi") che attribuisce allo Stato di residenza il diritto esclusivo di tassare i redditi non trattati altrove nella convenzione. La spiegazione tecnica ufficiale del Dipartimento del Tesoro USA cita esplicitamente il "gambling income" (reddito da gioco d'azzardo) come esempio concreto proprio di questo tipo di reddito.

Cosa significa in pratica?

Dal punto di vista puramente convenzionale, gli Stati Uniti non dovrebbero avere alcun diritto di tassare la vincita di un residente fiscale italiano — la ritenuta alla fonte sarebbe in teoria un prelievo indebito, recuperabile presentando una dichiarazione USA per non residenti (Modulo 1040-NR). In pratica, però, le lotterie statali americane non dispongono di alcuna procedura per ricevere ed elaborare in anticipo la documentazione sui trattati fiscali da parte di un vincitore occasionale al banco (a differenza, per esempio, di chi paga dividendi, che gestisce di routine migliaia di richieste basate su trattati) — quindi quasi tutti i vincitori, indipendentemente da cittadinanza e paese di residenza, subiscono comunque la ritenuta diretta del 30%, e un eventuale rimborso va richiesto autonomamente in un secondo momento, ammesso che se ne conosca la possibilità.

Questo calcolatore mostra quindi, come per tutti gli altri paesi, il percorso che la maggior parte dei vincitori vive realmente al momento del pagamento (la ritenuta del 30% effettivamente trattenuta), sommandoci sopra l'imposta residua italiana — non il risultato teoricamente migliore ottenibile dopo un'eventuale richiesta di rimborso USA andata a buon fine, a cui arrivano solo pochi vincitori.

⚠️ Tre punti che non abbiamo potuto confermare del tutto

Primo, il testo letterale dell'esenzione del comma 1-bis parla di "case da gioco" più che di "lotterie" — non cambia la conclusione per il Powerball (vedi sopra), ma segnala che l'ambito esatto della norma è meno netto di quanto suggeriscano molti riassunti divulgativi. Sul fronte opposto, quello della base imponibile (non dell'esenzione), l'Agenzia delle Entrate ha già chiarito con la Risoluzione n. 141 del 30 dicembre 2010 che le vincite ottenute tramite operatori esteri non autorizzati dai Monopoli di Stato vanno dichiarate per intero come redditi diversi ex art. 67(1)(d) TUIR — un principio pensato per il gioco online, ma basato sulla stessa norma e sullo stesso ragionamento (operatore non autorizzato in Italia) che questa pagina applica al Powerball fisico. Secondo, le addizionali regionale e comunale variano non solo da zona a zona ma anche per scaglione di reddito: l'aliquota regionale di base fissata dalla legge nazionale è 1,23%, con un tetto massimo del 3,33% che le Regioni in piano di rientro sanitario (tra cui il Lazio) possono applicare — nel caso del Lazio, specificamente allo scaglione di reddito oltre 30.000 euro (legge regionale n. 20/2025), quello in cui ricade per intero una vincita di questa entità. L'addizionale comunale ha invece un tetto generale dello 0,8% (D.Lgs. 360/1998), ma Roma Capitale applica dal 2011 un'aliquota speciale dello 0,9%, superiore al tetto ordinario degli altri comuni — motivo per cui questa pagina, usando Lazio e Roma come riferimento, si colloca vicino al limite superiore della forbice reale piuttosto che a un valore medio. Nella tua regione e nel tuo comune l'aliquota effettiva potrebbe quindi essere sensibilmente più bassa. Terzo, non abbiamo trovato un interpello o una risposta ufficiale dell'Agenzia delle Entrate che applichi in modo specifico il credito d'imposta estero (art. 165 TUIR) a questo particolare tipo di reddito estero, anche se il principio generale dovrebbe applicarsi allo stesso modo di altri redditi esteri. Verifica sempre la tua situazione specifica con un commercialista prima di dichiarare una vincita reale.

Cosa succede se trasferisci la vincita su un conto bancario italiano?

Trasferire una grande vincita alla lotteria americana su un conto bancario italiano non genera di per sé ulteriori imposte — la tassazione è già interamente coperta nelle sezioni precedenti. Ciò che si applica sono gli obblighi antiriciclaggio della tua banca ai sensi del D.Lgs. 231/2007, sotto la vigilanza della Banca d'Italia; se la banca ritiene la giustificazione sull'origine dei fondi insufficiente o evasiva, è tenuta a trasmettere una Segnalazione di Operazione Sospetta (SOS) alla UIF (Unità di Informazione Finanziaria, istituita presso la Banca d'Italia). Si tratta di una procedura amministrativa sulla provenienza dei fondi, non di un accertamento fiscale. È consigliabile tenere a portata di mano la documentazione della vincita — ad esempio il modulo Form 1042-S rilasciato dall'ente pagatore statunitense, che attesta la ritenuta subita — nel caso la banca chieda chiarimenti sull'origine del denaro. Se l'importo è insolitamente elevato, conviene inoltre verificare in anticipo i requisiti specifici direttamente con la propria banca.

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Domande frequenti

Chi è residente fiscale in Italia deve pagare le tasse su una vincita alla lotteria americana?

Sì. Gli Stati Uniti trattengono per primi una ritenuta federale fissa del 30% su tutte le vincite alla lotteria pagate a non residenti (IRC §871(a)) — prima ancora che il denaro arrivi sul tuo conto. In Italia, l'articolo 67(1)(d) TUIR classifica queste vincite come reddito diverso, e l'articolo 69(1) le tassa per l'intero importo senza deduzioni. Il Powerball e il Mega Millions non soddisfano nessuna delle due condizioni dell'unica esenzione esistente (comma 1-bis: giochi autorizzati in Italia/UE/SEE), quindi la vincita è pienamente tassabile. L'imposta si calcola alle aliquote IRPEF progressive (fino a circa il 47,23% con le addizionali) e la ritenuta USA può essere recuperata tramite il credito d'imposta estero (art. 165 TUIR) — ma poiché l'aliquota italiana è più alta, resta un'imposta residua reale.

Perché l'imposta residua italiana non va a zero, come in Germania?

Perché in Germania le vincite non rientrano in nessuna categoria di reddito tassabile, mentre in Italia l'articolo 67 TUIR le classifica esplicitamente come reddito diverso tassabile. L'articolo 165 TUIR concede un credito d'imposta solo fino al limite dell'imposta italiana corrispondente — poiché l'aliquota italiana (circa 47,23%) supera la ritenuta USA (30%), il credito copre solo 30 punti percentuali e i restanti circa 17,23 punti percentuali restano da versare come imposta residua.

Gli Stati Uniti hanno davvero il diritto di tassare, se sei residente fiscale in Italia?

Sorprendentemente, probabilmente no in teoria. La convenzione USA-Italia contiene un articolo 22 autonomo ("Altri redditi") che attribuisce allo Stato di residenza il diritto esclusivo di tassare i redditi non trattati altrove, e la spiegazione tecnica ufficiale del Tesoro USA cita esplicitamente il reddito da gioco d'azzardo come esempio. Questo significa che, secondo la convenzione, gli USA non dovrebbero avere alcun diritto di tassare, e la ritenuta sarebbe in teoria recuperabile con una dichiarazione USA per non residenti. In pratica, però, le lotterie statali americane non gestiscono la documentazione sui trattati fiscali al momento del pagamento, quindi quasi tutti i vincitori subiscono comunque la ritenuta diretta del 30%. Questo calcolatore mostra quindi l'importo che la maggior parte dei vincitori vive realmente.

È tutto assolutamente certo, o ci sono margini di incertezza?

Il principio di base — vincite di lotterie estere non autorizzate in Italia/UE/SEE tassabili come reddito diverso — è confermato direttamente dal testo degli articoli 67 e 69 TUIR, ed è coerente con la Risoluzione n. 141/2010 dell'Agenzia delle Entrate sulla piena tassabilità delle vincite da operatori esteri non autorizzati. Restano tre punti non del tutto verificati con fonti specifiche: il testo dell'esenzione parla di "case da gioco" più che di "lotterie" (non cambia la conclusione); le addizionali variano da zona a zona e per scaglione di reddito — la regionale ha una base nazionale dell'1,23% con tetto al 3,33% (applicato dal Lazio allo scaglione oltre 30.000 euro, legge regionale n. 20/2025), la comunale ha un tetto generale dello 0,8% ma Roma Capitale applica dal 2011 un'aliquota speciale dello 0,9% — quindi questa pagina, usando Lazio/Roma, si colloca vicino al limite superiore della forbice reale; e non abbiamo trovato un interpello specifico sull'applicazione dell'articolo 165 TUIR a questo tipo di reddito. Verifica sempre la tua situazione con un commercialista prima di dichiarare una vincita reale.

La banca o l'Agenzia delle Entrate sapranno se trasferisco la vincita su un conto italiano?

Può darsi — ma si tratta di una normale procedura antiriciclaggio, non di un accertamento fiscale. Il trasferimento non genera di per sé ulteriori imposte italiane, già calcolate nelle sezioni precedenti. Ciò che si applica sono gli obblighi antiriciclaggio della banca ai sensi del D.Lgs. 231/2007, sotto la vigilanza della Banca d'Italia, con un'eventuale Segnalazione di Operazione Sospetta (SOS) alla UIF se la banca ritiene insufficiente o evasiva la giustificazione sull'origine dei fondi. La banca può chiedere documentazione sulla provenienza dei fondi, quindi conviene conservare ad esempio il modulo Form 1042-S rilasciato dall'ente pagatore statunitense. Se l'importo è insolitamente elevato, verifica in anticipo i requisiti specifici direttamente con la tua banca.

La banca o l'Agenzia delle Entrate sapranno se trasferisco la vincita su un conto italiano?

Può darsi — ma si tratta di una normale procedura antiriciclaggio, non di un accertamento fiscale. Il trasferimento non genera di per sé ulteriori imposte italiane, già calcolate nelle sezioni precedenti. I bonifici internazionali di importo elevato possono però attirare un controllo di routine da parte della banca, nell'ambito delle direttive UE antiriciclaggio (AMLD), applicabili in tutta l'UE/SEE, Italia inclusa. La banca può chiedere documentazione sulla provenienza dei fondi, quindi conviene conservare ad esempio il modulo Form 1042-S rilasciato dall'ente pagatore statunitense. Se l'importo è insolitamente elevato, verifica in anticipo i requisiti specifici direttamente con la tua banca.

Questa pagina è solo un simulatore informativo e non agisce come agente o intermediario per l'acquisto di biglietti. L'importo effettivo delle tasse dipende dalla tua situazione personale e dalla normativa fiscale/tasso di cambio in vigore al momento della dichiarazione dei redditi — rivolgiti a un professionista qualificato che conosca entrambi i sistemi fiscali.